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SCIALATIELLI CON GAMBERI, COZZE, ZUCCHINE E PISTACCHI


Scialatiello "Luigi Cuomo" Gamberi bianchi, Cozze locali, Zucchine verdi e granella di pistacchi

RICETTA INVIATA DA LIANA DI NAPOLI

PREPARAZIONE:


Lava e lascia spurgare le cozze in acqua gassata e salata per 30 minuti, intanto sguscia i gamberi ed elimina le teste e il carapace. L'acqua gassata accelera il processo di purificazione dei mitili, che altrimenti durerebbe almeno 60 minuti.
Sciacqua le cozze e in una pentola abbastanza capiente fai aprire i molluschi a calore moderato. Dopo 15 minuti, ovvero non appena saranno aperti i gusci, spegni il fuoco e lascia intiepidire. Filtra e metti l'acqua dei mitili da parte e affetta zucchina e trita lo scalogno molto finemete. Tira via i molluschi dal guscio e mettili da parte. Quindi in una larga padella soffriggi la zucchina in poco olio. Aggiungi in padella anche due spicchi d'aglio in camicia che toglierai non appena la zucchina si sarà colorata. Aggiungi lo scalogno alla zucchina e lascia cuocere ancora qualche minuto. Poi aggiungi le cozze e i gamberi. Non appena i gamberetti si "sbiancano" alza la fiamma e sfuma con il vino.
Attendi che l'alcol evapori e riabbassa la fiamma. Condisci con curcuma, pepe nero e un po' di sale, quindi aggiungi un mestolo dell'acqua delle cozze e continua la cottura per altri 10 minuti a fuoco basso.
Intanto puoi lessare gli scialatielli in abbondante acqua salata, basteranno pochi minuti trattandosi di pasta fresca. Scola la pasta e maneggiala in padella con il condimento qualche secondo. Impiatta rifinendo il piatto con il trito di pistacchi.


LA PASTA


L'ingrediente principale di questa ricetta nei dettagli.

SCIALATIELLI FRESCHI:


Gli scialatielli infatti sono la tipica pasta fresca della costiera Amalfitana. Callosi e consistenti, gli scialatielli sono un formato di pasta simile alle linguine ma più largo e spesso, molto buono e non troppo difficile da preparare.
Il nome scialatielli si presume derivi dall’unione di due parole della lingua napoletana: “scialare” (godere) e “tiella” (padella). C’è però anche chi dice che il nome derivi dal verbo dialettale napoletano “sciglià”, che significa “scompigliare”, ed è riferito alla somiglianza di questa pasta con una chioma di capelli arruffati, spettinati: quando arrivano nel piatto, infatti, gli scialatielli devono apparire scompigliati, proprio come i capelli quando il vento ci soffia attraverso. Gli scialatielli sono tradizionalmente fatti a mano, farina, acqua e/o latte, formaggio grattugiato, basilico fresco tritato e sale, ma vengono anche venduti come formato di produzione industriale.
Il nostro formato di scialatielli ha uno spessore medio e mantiene cottura e rugosità, assorbe i sughi e ne trattiene i sapori.
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4 Comments

  1. Franco fiorentino ha detto:

    Ottima ricetta

  2. lartedellapasta ha detto:

    Grazie Franco!

  3. Patrizia ha detto:

    Appetitosa!

  4. Matteo ha detto:

    Un piatto una favola!

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